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BENVENUTI IN TRIPPANDJOINT!

Benvenuto in trippandjoint.com, l’angolo funny della rete!

Ma cos’è trippandjoint?

Trippandjoint è un minuscolo atomo dell’immenso diamante internet dove poter trovare attimi di sano divertimento: un oasi di relax nella babele dei byte dove il funny regna sovrano.

Just for fun, ovviamente!

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Tredici euro spesi bene

Capita, a volte anche con fastidiosa e puntuale frequenza, di spendere denaro in libreria per comprare l’ultimo dell’arcinoto che da giorni è sulle labbra di tutti e di restarne insoddisfatti, o di seguire il consiglio letterario del critico fidato ottenendo lo stesso risultato.

Capita, altre volte, che tu abbia solo voglia di una lettura tanto intensa quanto veloce e non ti voglia ritrovare a pesare la grammatura del tuo ultimo acquisto valutando l’esorbitante costo del tuo volume per ogni singola pagina.

Ma può anche capitare che tu decida di dare credito al tuo istinto letterario ed al giudizio di uno sconosciuto, che ti ha astutamente incuriosito descrivendoti in poche righe una perla letteraria.

Ed allora potresti ritrovarti fra le mani un gioiello in centosettanta pagine senza fare fatica ad identificarti in uno dei molteplici personaggi descritti o riconoscere una qualsiasi delle conoscenze che hai finora incrociato nella tua vita.

A me è successo:

mi son fidato di una recensione del giornalista Christian Authier [Le Figaro] tradotta sul numero 1000 di Internazionale, acquistando per tredici euro La pazienza dei bufali sotto la pioggia:

letto in due fiati con ampie riletture continuo a ripetermi che bisogna esser si bravi a dipingere una così ampia varietà di soggetti in pochi caratteri e la congrua punteggiatura.

David Thomas
La pazienza dei bufali sotto la pioggia
Edizioni Marcos Y Marcos
Tedici euro spesi bene

Quello che non sopporto

Probabilmente non mi basterebbe tutto lo spazio che ho ha disposizione su questo server per elencare la quantità di cose che riescono ad irritarmi in questo periodo, cose che peraltro potrebbero anche non interessare ai più;

ad uso e consumo dei soli restanti curiosi però estrapolo dalla lista i vincitori ex-aequo di questa odiosissima competizione:

trattasi del Cercalo con GoogleL’ho letto su Wikipedia.

Ora, a scanso di equivoci, mi è d’obbligo precisare che non serbo rancore alcuno nei confronti della grande Enciclopedia libera ne, tantomeno, contro il re dei fagocitatori di tag ma la questione sta divenendo tanto preoccupante quanto irritante:

l’esortazione a cercare in rete qualsiasi informazione utilizzano QUEL motore di ricerca o QUELLA enciclopedia sta prepotentemente entrando nel nostro linguaggio verbale quotidiano facendoci pian piano dimenticare che la Rete consta di miliardi di informazioni ridondanti, che sarebbe opportuno sempre e comunque ricercarne le fonti evitando di fidarsi ciecamente di un unico documento, che libero non è sempre sinonimo di veritiero, che la libertà è facilmente manipolabile, che le ricerche possono essere pilotate, che esistono anche validissimi motori di ricerca poco sponsorizzati che, che, che…

Che sarei molto felice se il tutto si limitasse alle sole discussioni verbali ma tanto i giornalisti della stampa cartacea quanto quelli multimediali hanno iniziato a metterci lo zampino suggerendone allegramente [più o meno inconsapevolmente] l’utilizzo ed elevandoli implicitamente al rango di Detentori del Sapere.

Tutto ciò non mi pare bbuono;

il bello della Rete sta nella pluralità delle fonti che contiene e nella quotidiana possibilità che ci viene data di discernere, valutare, confrontare, ricercare, analizzare: sta a noi non permettere che la pigrizia omologhi i nostri risultati assopendoci la curiosità.

Io sono diverso

Si, io sono diverso;

forse non ci hai fatto caso nei millisecondi in cui ci siamo incrociati o magari la quotidianità del web ti ha distratto piuttosto che assuefatto o confuso:

c’è qualcosa di anomalo nel mio aspetto quindi è normale che tu ti senta disorientato e traduca la tua perplessità in un C’è uno strano nonsoche; magari la sobrietà del mio stile potrà farti presupporre una certa incompetenza ma le ragioni vanno oltre l’apparenza.

E’ una precisa scelta essere quello che sono perché io sono un sogno allo stato embrionale, amorfo ed indifferenziato con istruzioni precise e dettagliate sul divenire;

non considerare quindi la mia nudità estetica una mancanza inacettabile, ma una cortesia per i tuoi occhi:

ti voglio spensieratamente concentrato, non è mia intenzione distrarti inutilmente, e se ci siamo incontrati anche solo per qualche attimo voglio evitare di inquinare il ricordo che avrai di me aggredendoti con sorprese di cui io stesso faccio volentieri a meno.

Si, io sono diverso ma non voglio farti sentire un diverso, non ti discrimino per i tuoi gusti cybernautici o i tuoi orientamenti pubblicitari, quindi se pensi che il web senza ad-sense sia un nonsense o che non ci possa essere startup-senza pop-up per me sei benvenuto ugualmente:

avrai modo di ricrederti, pazientando un po’.