Archivio della categoria: HOW TO

Dell’hacking di una presa elettrica in UK

Nell’esigenza di dover alimentare elettricamente e contemporaneamente più device dotati di spina bibolare, avendo a disposizione un solo adattaore funzionante associati all’impossibiltà momentanea di procurarti immediatamente altri adattatori, in territorio inglese, questa concomitanza di circostanze potrebbe rivelarsi un fastidioso problema:

potresti dover rinunciare ad usare il laptop con la batteria scarica per ricaricare il telefono o dover scegliere se mettere in carica la videocamera piuttosto che le pile ricaricabili della fotocamera.

Ma se hai anche a tua disposizione un solo adattatore non funzionante [e se lo hai comprato da Poundland o negozi simili c’è una buona possibilità che tu ne possegga uno: in UK puoi comprare adattatori per una pound o poco più, ma capita poi che il fusibile integrato all’adattatore stesso non funzioni e ti ritrovi con un pezzo di plastica quasi inutile] sei salvo:

ti basterà modificarlo eliminando due delle tre spine come visibile nel video ed utilizzarlo come “chiave” per usufruire delle altre prese di cui necessiti.
Enjoy your hacking!

Easy HTML To Any Script Converter

Se hai necessità di convertire porzioni di codice HTML (e/o interi file) in script, segnalo il FREEWARE Easy HTML To Any Script Converter;

il programma, semplice, veloce ed intuitivo lavora in ambiente Windows e permette di convertire codice HTML (porzioni, file singoli o blocchi di file) in 12 linguaggi differenti (PERL, ASP,C#, JSP, JavaScript, PHP, PHP-Nuke Block, Php Nuke Module, Perl, Python, Ruby, VB, VBScript);

lavorando su singolo file bisogna individuare il file HTML da convertire ed indicare la posizione in cui salvare il file script:

Home Easy HTML

Operando su file multipli è possibile lavorare su una selezione di singoli file:

File multipli

O su intere cartelle:

E’ inoltre possibile inserire singole porzioni di codice scegliendo l’output di scripting preferito.

L’ Editor di testo permette di configuare ciascuno dei 12 linguaggi di scripting supportati.

Screenshoot editor

 E dal menù opzioni è possibile settare le impostazioni generali del programma.

screenshot opzioni

 

 

 

 

 

IMPAZZISCO CON IL POLLINE

E’ ufficiale:

dal 23 febbraio 2011 “IMPAZZISCO CON IL  POLLINE” è un marchio registrato e depositato presso la Camera di Commercio di Torino e presto ornerà coloratissime magliette, felpe e cappellini, per la gioia degli allergici alla sostanza sparsi in tutto il mondo e non solo.

Secondo recenti dati forniti dal Ministero della Sanità infatti, si stima che il 20-25% della popolazione mondiale soffra genericamente di allergie (10 milioni di persone circa solo in Italia) ed i pollini primaverili generati dalla famiglia botanica delle graminacee sono una delle principali concause di questo fenomeno pandemico.

Lungi dall’avere uno scopo terapeutico, l’iniziativa vuole essere uno spiritoso contributo alla socializzazione fra persone con problematiche similari attraverso l’utilizzo di quella messaggistica da abbigliamento che contraddiastingue la nostra epoca.

Il marchio, a breve, avrà un gemello internazionale e sarà possibile ordinare e personalizzare on-line il proprio capo d’abbigliamento, scegliendone il tipo di indumento (T-Shirt manica lunga/corta/ o 3/4, felpa con o senza cappuccio etc. ) il colore ed il disegno da associare al marchio, eventualmente disegnadosi con le proprie mani il logo che meglio ci rappresenti.

Se vuoi evitare che al tuo prossimo primo appuntamento il/la tuo futuro compagno/a attenti alla tua vita con un mazzo di fiori, potresti iniziare a farci un pensierino 😉

Have a bit of fun!

disegno impazzisco

 


 

CONTROLLER USB

Potrebbe essere già capitato anche al vostro PC  o potrebbe succedergli a breve, specialmente se la sua scheda madre ha un paio di lustri come quella che monta il mio PC-Desktop:

improvvisamente il vostro Sistema Operativo (nel mio caso Windows XP Home Edition) non riconosce più nessuna periferica USB esterna; un’icona nella system tray vi avvisa che la perifferica non è stata riconosciuta e da una rapida indagine con gli strumenti messi a disposizione del S.O.  scoprite che non risultano driver installati per la chiavetta, la stampante o l’hard disk esterno che avete appena collegato al vostro pc.

Assodato che il dispositivo è sufficientemente alimentato se necessario,prima di affannarvi nella ricerca dei driver mancanti, nel ripristino della configurazione del sistema o richiedervi ossessivamente qual software mai avrete installato per generare un guaio simile, provate  a spegenre il PC e successivamente a SCOLLEGARLO DALL’ALIMENTAZIONE ELETTRICA per una decina di minuti ed incrociate le dita:

il problema potrebbe essere causato dai condensatori elettrolitici presenti sulla scheda madre che necessitano di scaricarsi: non vi giuro che funzioni perchè ogni situazione ha le sue variabili, ma è chiaro che provarci non costa nulla.

E nel mio caso ha funzionato.


BIRRA FAI DA TE

Inauguro oggi, con questo spumeggiante post, la nuova sezione di T&J dedicata agli “HOW TO”, piccolo spazio del mio blog riservata al COMEFARECOSAEPERCHE’ basato sulle mie esperienze personali;

non prometto agli “afficinados” ed ai turisti occasionali una sezione immensa, ma sicuramente sarà uno spazio genuino perchè ciò che leggerete in questi articoli lo avrò sperimentato personalmente e se così non sarà stato lo scriverò a chiare lettere.

Tempo tiranno permettendo, mi appresto quindi a sfrucugliare nella mia valigia delle esperienze, nell’assoluta convinzione che un esperienza non condivisa rischia di diventere un ricordo inutile.

L’onere e l’onore di aprire le danze spetta quindi alla “Regina dell cumpa “, la Birra per intenderci, liquido moderatamente alcolico senza tempo età e stagioni, sposa universale di pranzi , cene, aperitivi e pizze solitarie o in compagnia.

Pochi miei affezionati follower in Twitter hanno avuto la fortuna di gustarsi un anticipazione di questo mio primo HOW TO in diretta: le foto riportate in questeo articolo infatti, sono le stesse che ho postato in Twitpic in settembre, quando ho birificato la mia ultima Lager.

Ma quel fantastico social che è Twitter e le sue utili applicazioni collegate, purtoppo o per fortuna, hanno dei limiti palesi: le notizie si susseguono vorticosamente in funzione dei soggetti che intendi seguire; più ne segui più info passano sulla tua Time Line, molti post non li leggerai mai ed un How To del genere rischia di non avere la vetrina che merita.

La diretta sul social è stato un esperimento ed un piacevole momento in cui condividere “just in time” una esperienza eccitante, che i più, però, si sono persi: per non scontentare tutti gli altri interessati riordino foto ed idee e mi appresto a postare.

Produco la birra che bevo da quando, circa 15 anni fa, il mio amico Daniele mi introdusse all’arte millenaria della birrificazione facendomi assaggiare la sua Lager: era buona, frizzante, alcolica al punto giusto e…..sapeva di birra! Non potevo ASSOLUTAMENTE esemermi dal provarci anch’io.

Mi sono quindi attrezzato con il Kit fornito dalla Mr. Malt e son partito a spron battuto, provando, sbagliando (qualche anno fa mi son dimenticato di mettere lo zucchero in bottiglia per la seconda fermentazione e ne è venuta fuori una schifezza imbevibile) e modificando, ed il rito si ripete quasi ogni anno un paio di volte all’anno:tarda primavera e tarda estate, i periodi migliori (a mio modestissimo parere) per ottenere una fermentazione equilibrata in funzione dei lieviti utilizzati.

Grosso modo, la successione delle operazioni da eseguire per ogni birrificazione sono sempre le stesse: possono cambiare i quantitativi di zucchero da aggiungere per la prima fermentazione in funzione dei gusti personali e delle indicazioni fornite dal produttore di malto luppolato, la quantità di acqua da aggiungere (vi accorgerete da soli che il catalogo della Mr.Malt è vastissimo e prevede birrificazioni dai 9 ai 23 litri, ma potrete constattare ugualmente che il web è pieno di realtà simili alla Mr.Malt), ed i tipi di lievito da utilizzare in base alle stagioni ed alle esperienze personali.

Raccomando a tutti cura e pulizia ACCURATA dei materiali impiegati (bottiglie, attrezzi, pentole etc.) in quanto questo è, insieme alla temperatura a cui condurre la fermentazione primaria, il PUNTO CRITICO del processo produttivo da tenere sotto controllo.

Ed ora iniziamo con la birrificazione di una LAGER base!

Foto del kit Mr.Malt con igredienti

Tutto ciò che mi è servito per la birrificazione casalinga mi è stato fornito con l’acquisto del Kit anni or sono: ad ogni nuova produzione acquisto un malto nuovo, zucchero, tappi ed , eventualmente, le bottiglie (se gli amici a cui la regalo non mi restituiscono i vuoti….);

Soluzione di acqua e metabisolfito di sodio

Procedo quindi alla preparazione della soluzione sterilizzante: 4 cucchiaini di Metabisolfito di Sodio in 500 ml di acqua fredda (rispettando le proporzioni puoi aumentare la quantità di soluzione); questa soluzione, la utilizzerò oltre che per sanificare accuratamente il fermentatore e tutti gli accessori a corredo (tappo, gorgogliatore, beccuccio, agitatore) dopo averli scrupolosamente lavati con acqua corrente, anche in seguito per sterilizzare le bottiglie con il fattoapposta in dotazione dopo averle acuratamente lavate (ovviamente la preparerò al momento quando sterilizzerò le bottiglie).

Paricolare della sterilizzazione del beccuccio

Il beccuccio, per poterlo sanificare con magiore attenzione, lo immergo in parte della soluzione acquosa di Metabisolfito di Sodio precedentemente preparata e lo lascio in immersione 15′ circa, sciacquandolo con acqua ferdda prima di rimontarlo.

Particolare del gorgogliatore riempito con Metabisolfito di Sodio

Con una piccola quantità della soluzione sterilizzante riempio il gorgogliatore: durante la fermentazione , il gas prodotto nel fermentatore farà gorgogliare  la soluzione nel tubo modellato e , di conseguenza, il liquido sarà l’indicatore dell’inizio e  della fine della fermentazione.

preriscaldamento del malto a bagnomaria

Procedo quindi al preriscaldamento del mosto a bagnomaria

Acqua per il risciacquo del barattolo

Metto a riscaldare un pò d’acqua per pulire successivamente il barattolo.

Pesatura dello zucchero

E nel mentre peso lo zucchero (è richiesto un pò di “MULTITASKING” per l’elaborazione del processo :-)); nello specifico ho pesato 1,5 Kg di zucchero al posto dei 1000 g richiesti per questo tipo di birra, preferendo una gradazione finale leggeremente superiore alle indicazioni standard.

Particolare del riscaldamento dell'acqua usata per sciolglere il malto luppolato

Nel frattempo, in un pentolone capiente, riscscaldo altra acqua per la fase successiva.

Particolare della fase in cui viene aggiunto il malto

E quando l’acqua è calda (non è necessario che bolla, se no il raffredamento obbligatorio prima dell’aggiunta dei lieviti, specie d’estate, sarà più lungo) aggiungo il malto luppolato precedentemente riscaldato a bagnomaria.

fase dell'aggiunta dello zucchero

E lo zucchero precedentemente pesato.

Recupero malto dal barattolo

Con un pò di acqua calda precedentemente preparata (vedi foto 5) pulisco il barattolo recuperando il malto che inevitabilmente resta invischiato alle pareti del recipiente.

miscelazione della soluzione

Mescolo vigorosamente a fiamma bassa per far sciogliere lo zucchero ed omogenizzare la soluzione.Trasferimento del liquido nel fermentatore

Dopo aver fatto raffreddare un attimo la soluzione, la trasferisco nel fermentatore.

Riempimento del fermentatore con acqua fredda

E porto a volume con acqua fredda utilizzando il pentolone in cui ho preparato la soluzione (il fermentatore è graduato da 1 a 25 litri).

Mescolamento della soluzione nel fermentatore

Quindi mescolo vigorosamente con lo spatolone in PVC od un cucchiaio di legno per favorire il raffreddamento della soluzione nel tino.

Raffreddamento del preparato

Per accellerare il processo di raffreddamento posiziono il fermentatore, momentaneamente, in un luogo fresco prima dell’aggiunta dei lieviti; il liquido dovrà avere una temperatura compresa fra i 20°C ed i 24°C: l’aggiunta dei lieviti a temperature maggiori od inferiori a quelle consigliate, salvo non utilizziate lieviti particolari e specifici, potrebbe causare cattive fermentazioni.

Aggiunta dei lieviti al mosto

Raggiunta la temperatura ottimale (il fermentatore è dotato di un termometro adesivo a cristalli liquidi) è il momento di agiungere i lieviti.

Agitazione del fermentatore per sciogliere i lieviti

E di agitare (una prima volta) energicamente, per favorire la dispersione degli stessi nella soluzione; se la fermentazione dovesse tardare a partire, questa operazione va ripetuta un paio di volte a distanza di qualche ora, eventualmente anche con l’ausilio di un agitatore agendo direttamente all’interno del fermentatore.

Posizionamento del fermentatore in un luogo fersco ed asciutto

Dopo di che posiziono il fermentatore in un luogo fersco ed asciutto e mi armo di (im)pazienza aspettando l’inizio della fermentazione che avverrà in un arco di tempo compreso fra qualche ora e qualche giorno ed a riguardo non posso darti ulteroriori ragguagli: le variabili che entarno in gioco in questa fase sono molteplici e spaziano dalla temperatura ambiente (in piena estate le fermentazioni partono prima) all’ “età” dei lieviti (che hanno una scadenza) alla temperatura del liquido nel fermentatore.

Quel che è certo è che dopo aver pazientato il giusto, agitando il tino ed il liquido interno quanto basta, la fermentazione avrà inizio e non potrai non accorgertene;

sentirai dapprima un lieve “gluc” che si farà sempre più intenso e frequente fino a diventare una soffusa,dolce e costante melodia che raggiungerà l’apice dopo 3-4 gg e scemerà fra i 7-10 gg dall’inizio della fermentazione sino a cessare del tutto. Solitamente io lascio riposare la soluzione ancora 24h dopo la fine della fermentazione prima di imbottigliare.

E’ arrivato quindi il momento di imbottigliare ed a questo punto il post presenta una pecca: mancano infatti, per ora, le foto relative a questa fase:

non potendo vivere con la fotocamera in mano mi son colpevolmente dimenticato di scattarle, ma se tornerai a visitarmi fra qualche mese rimedierò inserendo quelle della prossima produzione e magari arricchendo il post con un documento video che riassuma l’intero processo.

Nella fese di imbottigliamento aggiungo lo zucchero necessario alla seconda fermentazione in bottiglia , quella che permetterà il formarsi della caratteristica schiuma al liquido fermentato, ed anche in questo caso non potrai sbagliarti: il Kit è dotato di un utile dosatore per bottiglie da 33/66/75 cl;

personalmente aggiungo, alla quantità consiglita, un altro mezzo misurino scarso di zucchero preferendo un prodotto finito frizzante e schiumoso, ma il consiglio è di non esagerare con il surplus, perchè c’è il rischio che i tappi “saltino” per l’eccessiva produzione di gas nella fermentazione secondaria.

Bottiglia di Lager 7gg dopo l'imboottigliamento

Dopo 5 gg dall’imbottigliamento la birra aveva quest’aspetto: colore chiaro, lieviti sedimentqati al fondo ed aspetto invitante.

Purtoppo il gusto, il profumo, l’aroma ed il sapore del prodotto finito, dopo 15-20gg dall’imbottigliaqmento (periodo minimo consigliato per la consumazione) il web attualmente non mi permettono di trasmettertelo: dovrai accontentarti della tua immaginazione, dell’ultima foto e di eventuali feedeback della “cricca dei fortunati ” che la hanno già assaporata, se avranno la voglia di postare le proprie impressioni a margine dell’ultimo punto.

Bicchiere di birra casalinga

Have a bit of fun e…….Cin!