La Variante del pollo

Chi ha dimestichezza con l’arte bianca avrà sicuramente più facilità nel comprendere questa breve riflessione, ma l’essere od essere stati pasticcieri non è condizione necessaria e sufficiente per poter comprendere il seguito;

magari siete pittori, musicisti, artisti, esteti, muratori, elettricisti o, semplicemente, solo accaniti lettori e qualsiasi cosa voi facciate nella vita potrà aiutarvi ad inquadrare il mio personale punto di vista su questo nuovo manufatto letterario di Renato De Rosa.

Succede quindi che, un intrigante esperimento letterario, venga banalmente rovinato nel suo svolgimento da una deprecabile scelta editoriale:

dato il tema comune “Perché il pollo ha attraversato la strada ? ” l’autore tenta di eseguirne lo svolgimento utilizzando lo stile di alcuni noti esponenti della letteratura italiana contemporanea ricalcandone espressioni gergali e/o dialettali, ritmo e forse anche l’utilizzo della punteggiatura ed il risultato ottenuto è un prodotto dalla lettura agevole, a tratti esilarante e spesso verosimile;

lo stile letterario di un autore però, lo sa bene il Lettore, non è fatto solo di sintassi ma anche e soprattutto di contenuti e non ci sarà mai dato sapere se ogni singolo autore avrebbe scelto esattamente la linea descrittiva proposta da De Rosa.

Peccato per quella sciagurata scelta editoriale, vi dicevo:
ciascun autore è preceduto da una breve introduzione descrittiva, per i più inutilmente sarcastica ed ampiamente discutibile, per altri totalmente incomprensibile (vedasi Calvino) e per pochi palesemente adulatoria;

sarebbe bastato solo questo a rovinare un libro di per se di piacevole lettura ma, a corollario di questa inutile introduzione ad ogni singolo autore citato, si è deciso di inserire anche “La frase che ti farà fare bella figura” prima di ogni svolgimento, un pregevole excursus di idiozie che il vostro acume vi preserverà dal ripetere in pubblico.

Dovevano forse essere, nelle intenzioni, le ciliegine sulla torta ma son risultate troppo pesanti e, finendoci dentro, han rovinato la creazione nell’estetica e nei suoi contenuti.

Renato De Rosa

LA VARIANTE DEL POLLO

Mursia Editore 2012

2 pensieri su “La Variante del pollo

  1. Renato de Rosa

    Ti ringrazio per la recensione e per le belle parole con le quali hai commentato il mio libercolo.
    Permettimi di scagionare l’editore dalla scelta di premettere ad ogni microracconto una breve, ironica e caustica presentazione dell’autore parodiato. Non è stata infatti una scelta editoriale ma autoriale. Insomma l’ho voluto io.
    Perchè fare satira significa prendere, più o meno garbatamente, in giro il proprio bersaglio, in questo caso gli scrittori italiani. Quando dico di Baricco “Pur non avendo nulla da scrivere lo svrive molto bene” oppure di Calasso “Con linguaggio aulico Robero Calasso narra storie della mitologia classica così come piacciono ai giudici dei premi letterari. Se non dovete fare parte di giurie potete aulicamente evitare di leggerle” oppure di Fabio Volo “Fabio Volo è scrittore, attore e conduttore radiotelevisivo. Nelle sue opere Volo racconta storie di tutti i giorni, vivendole come le vivrebbero i suoi lettori, provando emozioni come le proverebbero i suoi lettori e scrivendole come le scriverebbero i suoi lettori, cioè male” esprimo un giudizio critico personalissimo che può essere condiviso oppure no, che è talvolta ingigantito dal meccanismo satirico-parodistico ma che a molti lettori è piaciuto, anzi spesso mi è stato detto che sono le parti migliori del libro.
    Che poi non si possano discutere nè liquidare in tre battute personaggi del calibro di Baricco, Calasso o Volo siamo ovviamente d’accordo, ma si scherza sui loro difetti o sui loro stereotipi letterari sempre con il rispetto di fondo non fosse altro per il fatto che se hanno raggiunto il successo significa che hanno dei numeri!
    Con questo, intendiamoci bene, non voglio “criticare la tua critica” (le critiche sono assai più preziose degli encomi), ma rilevare che i gusti sono diversi e vari.
    Anzi mi farebbe molto piacere se tu volessi – in privato per non tediare i lettori – entrare nel merito e segnalarmi specificatamente cosa ti ha lasciato più perplesso.
    Grazie ancora e salutoni anche da parte del pollo!
    Renato

  2. admin Autore articolo

    Perdonami se tardo ad approvare il tuo commento e nel risponderti: da queste parti bot e spammer la fanno da padroni ed un intervento dell’autore non lo avevo proprio messo in preventivo, dimenticandomi anche della recensione :)
    Detto questo te lo confesso pubblicamente, l’introduzione a Calvino proprio non l’ho digerita:
    probabilmente non l’ho capita e può darsi che le tue intenzioni fossero differenti dal risultato stesso ma, tant’è, da Calvino in poi il libro, per me, non è più stato lo stesso tanta era la rabbia che montava in me per aver letto quelle poche righe che mi han lasciato l’amaro in bocca;
    mi rendo conto essere questa la doppia lama della satira, che può ferire il lettore che non la comprende ma nel complesso, forse, il libro avrebbe retto l’impatto con il pubblico con una semplice ed asciutta biografia dell’autore. IMHO, ovviamente :)
    Resto dell’idea, da umile lettore quale sono, che tu abbia fato un lavoro letterario notevole e che il gramelot del pollo sia l’apice di un crescendo di stili che nel complesso, seppur scollegati fra loro, riescono a convivere in armonia.
    Grazie a te per avermi fatto visita e ricambia i miei saluti al pollo, se fosse sopravvissuto a tutti i sui tentativi di passare oltre.
    Michelangelo

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