BENVENUTI IN TRIPPANDJOINT!

Benvenuto in trippandjoint.com, l’angolo funny della rete!

Ma cos’è trippandjoint?

Trippandjoint è un minuscolo atomo dell’immenso diamante internet dove poter trovare attimi di sano divertimento: un oasi di relax nella babele dei byte dove il funny regna sovrano.

Just for fun, ovviamente!

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Easy HTML To Any Script Converter

Se hai necessità di convertire porzioni di codice HTML (e/o interi file) in script, segnalo il FREEWARE Easy HTML To Any Script Converter;

il programma, semplice, veloce ed intuitivo lavora in ambiente Windows e permette di convertire codice HTML (porzioni, file singoli o blocchi di file) in 12 linguaggi differenti (PERL, ASP,C#, JSP, JavaScript, PHP, PHP-Nuke Block, Php Nuke Module, Perl, Python, Ruby, VB, VBScript);

lavorando su singolo file bisogna individuare il file HTML da convertire ed indicare la posizione in cui salvare il file script:

Home Easy HTML

Operando su file multipli è possibile lavorare su una selezione di singoli file:

File multipli

O su intere cartelle:

E’ inoltre possibile inserire singole porzioni di codice scegliendo l’output di scripting preferito.

L’ Editor di testo permette di configuare ciascuno dei 12 linguaggi di scripting supportati.

Screenshoot editor

 E dal menù opzioni è possibile settare le impostazioni generali del programma.

screenshot opzioni

 

 

 

 

 

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LA REINTRODUZIONE DEL GIPETO SULLE ALPI

Il Gipeto (Gypaetus barbatus) è l’avvoltoio di maggiori dimensioni nidificante in Europa appartenente alla famiglia degli Accipitridi, ordine Accipitriformes.

La specie, presente e nidificante stabilmente sull’intero arco alpino fino agli inizi del 1900, scomparve (causa estinzione) dal territorio italiano agli inizi del secolo scorso; tra le possibili concause dell’evento vi sono l’inesistente protezione da parte dello Stato Italiano (dal punto di vista legislativo) ed il ribattezzamento da parte dell’ignoranza popolare in “Avvoltoio degli agnelli”, entrambi i fattori causa di una caccia spietata ed ingiustificata.

Gli studi scientifici hanno provveduto a dimostrare che l’alimentazione del Gipeto adulto è improntata unicamente sulle carogne, ed in particolare sulle ossa delle stesse o di carcasse secche, ed in ogni caso mai di animali predati vivi;

Il WWF internazionale in collaborazione con la “Foundation for the conservation of bearded volture” si è impegnato (dal 1986, anno del rilascio dei primi 4 Gipeti in Austria con la tecnica dell’hacking) nel tentativo di reintrodurre la specie sull’intero arco alpino rispettando un protocollo precedentemente elaborato a Morges (Svizzera) nel 1978 in collaborazione con altri soggetti interessati all’evento;

Il lavoro di tesi da me svolto, eseguito nel Parco Naturale delle Alpi Marittime negli anni 1998 e 2000, s’inserisce in un quadro più ampio di osservazioni sul comportamento dei giovani Gipeti reintrodotti in natura che iniziò nel 1994,ed ha lo scopo di evidenziare (se presenti) le correlazioni esistenti fra l’età dei giovani animali rilasciati e le 7 attività giornaliere considerate (pulizia del piumaggio, sunning, alimentazione, osservazione, riposo, battito delle ali e volo) nel periodo precedente e successivo all’involo;

i dati riportati evidenziano aspetti particolari dell’ontogenesi del comportamento del Gipeto durante questo periodo, alcuni dei quali in accordo con quanto riportato in letteratura, ed altri non confrontabili: i lavori pubblicati, infatti, si riferiscono quasi sempre a ricerche effettuate su animali nidificanti in ambiente naturale (ed i risultati ottenuti da Rolando et al. nel 1998 sono le eccezioni a cui far riferimento), mentre il presente studio è stato condotto su pulli nati in cattività e rilasciati in natura senza la presenza dei genitori.

L’intera tesi, o la sola bibliografia, sono acquistabili sul sito di Tesionline previa registrazione gratuita;

la preview della stesa e/o l’ indice sono consultabili e scaricabili gratuitamente.

 

 

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BIDONI

“Se questo libro fosse un piatto sarebbe agrodolce. Buon appetito” ed io , da moderato tifoso di quell’amabile sport che è il calcio, ho fatto fatica a non essere d’accordo con questa frase di Gianni Mura, sintesi della sua prefazione al libro di Furio Zara “Bidoni” edito da Kowalski.

Quell’agrodolce ti si materializza in bocca, ancor prima di leggere il libro, dopo aver letto l’indice: esigenze editoriali od una semplice scelta dell’autore, hanno limitato la scelta dei protagonisti di questa raccolta a soli 100 esemplari di brocchi pallonari.

Cento giocatori stranieri transitati nel “campionato di calcio più bello del mondo” dal 1980 al 2006 (anno della prima edizione del volume) atterrati sui nostri campi erbosi con l’irruenza di una pioggia di meteoriti e con la pretesa di diventare delle stelle, ma che spesso son durati un pò più di un flash ed un pò meno di un arcobaleno.

E nello scorrere l’indice alla ricerca di quel brocco che tanto sfigurò nella tua squadra del cuore (quella reale prima e del Fantacalcio poi), vorresti che ci fossero proprio tutti dal giorno in cui la tua memoria calcistica iniziò a riempirsi dei primi tristi ricordi, ma la tua bocca inizia a contorcersi in smorfie di disappunto scoprendo che tizio non c’è e caio neppure e le smorfie diventano soffocate e pacate imprecazioni quando lo sguardo si posa su scelte dell’autore che non condividi minimamente.

Ma è nella piacevole lettura delle 268 pagine del libro che quel gusto prende forma: la dolcezza con cui vengono caratterizzati questi personaggi si mescola al sapore agro dei soldi sciupati per aquistarli; centinaia di milioni di lire prima e di euro poi, apprendi essere stati sborsati per quel reuccio dai piedi a banana, quel bulletto di periferia, quel donnaiolo nottambulo o per una delle tante operazioni di marketing seriale utilizzate come penetration test per i mercati asiatici e/o emergenti, ma spesso e volentieri per la gioia di procuratori abili nel procurare plusvalenze a se stessi ed alle società (cedenti) coinvolte nelle trattative.

“E la dura legge del gol”sentenzierebbe qualcuno, “Lo show-biz” ribatterebbe qualcun altro, ma è semplicemente Il Calcio, così come è sempre stato dai suoi albori, iperamplificato dalla multimedialità e dall’assenza di confini, con le sue stelle, le sue subrette, i suoi buffoni ed i suoi scarponi che fecero e faranno fortune altrui.

Furio Zara merita un plauso, oltre che la lettura e/o l’acquisto del suo lavoro, per aver foccalizzato per primo l’obbiettivo sui cerini e non sulle torce del fuoco che fa ardere la nostra passione per il gioco del calcio.

BIDONI

Furio Zara

KOWALSKY EDITORE (2006)

 

 

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IMPAZZISCO CON IL POLLINE

E’ ufficiale:

dal 23 febbraio 2011 “IMPAZZISCO CON IL  POLLINE” è un marchio registrato e depositato presso la Camera di Commercio di Torino e presto ornerà coloratissime magliette, felpe e cappellini, per la gioia degli allergici alla sostanza sparsi in tutto il mondo e non solo.

Secondo recenti dati forniti dal Ministero della Sanità infatti, si stima che il 20-25% della popolazione mondiale soffra genericamente di allergie (10 milioni di persone circa solo in Italia) ed i pollini primaverili generati dalla famiglia botanica delle graminacee sono una delle principali concause di questo fenomeno pandemico.

Lungi dall’avere uno scopo terapeutico, l’iniziativa vuole essere uno spiritoso contributo alla socializzazione fra persone con problematiche similari attraverso l’utilizzo di quella messaggistica da abbigliamento che contraddiastingue la nostra epoca.

Il marchio, a breve, avrà un gemello internazionale e sarà possibile ordinare e personalizzare on-line il proprio capo d’abbigliamento, scegliendone il tipo di indumento (T-Shirt manica lunga/corta/ o 3/4, felpa con o senza cappuccio etc. ) il colore ed il disegno da associare al marchio, eventualmente disegnadosi con le proprie mani il logo che meglio ci rappresenti.

Se vuoi evitare che al tuo prossimo primo appuntamento il/la tuo futuro compagno/a attenti alla tua vita con un mazzo di fiori, potresti iniziare a farci un pensierino ;-)

Have a bit of fun!

disegno impazzisco

 


 

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CONTROLLER USB

Potrebbe essere già capitato anche al vostro PC  o potrebbe succedergli a breve, specialmente se la sua scheda madre ha un paio di lustri come quella che monta il mio PC-Desktop:

improvvisamente il vostro Sistema Operativo (nel mio caso Windows XP Home Edition) non riconosce più nessuna periferica USB esterna; un’icona nella system tray vi avvisa che la perifferica non è stata riconosciuta e da una rapida indagine con gli strumenti messi a disposizione del S.O.  scoprite che non risultano driver installati per la chiavetta, la stampante o l’hard disk esterno che avete appena collegato al vostro pc.

Assodato che il dispositivo è sufficientemente alimentato se necessario,prima di affannarvi nella ricerca dei driver mancanti, nel ripristino della configurazione del sistema o richiedervi ossessivamente qual software mai avrete installato per generare un guaio simile, provate  a spegenre il PC e successivamente a SCOLLEGARLO DALL’ALIMENTAZIONE ELETTRICA per una decina di minuti ed incrociate le dita:

il problema potrebbe essere causato dai condensatori elettrolitici presenti sulla scheda madre che necessitano di scaricarsi: non vi giuro che funzioni perchè ogni situazione ha le sue variabili, ma è chiaro che provarci non costa nulla.

E nel mio caso ha funzionato.


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BIRRA FAI DA TE

Inauguro oggi, con questo spumeggiante post, la nuova sezione di T&J dedicata agli “HOW TO”, piccolo spazio del mio blog riservata al COMEFARECOSAEPERCHE’ basato sulle mie esperienze personali;

non prometto agli “afficinados” ed ai turisti occasionali una sezione immensa, ma sicuramente sarà uno spazio genuino perchè ciò che leggerete in questi articoli lo avrò sperimentato personalmente e se così non sarà stato lo scriverò a chiare lettere.

Tempo tiranno permettendo, mi appresto quindi a sfrucugliare nella mia valigia delle esperienze, nell’assoluta convinzione che un esperienza non condivisa rischia di diventere un ricordo inutile.

L’onere e l’onore di aprire le danze spetta quindi alla “Regina dell cumpa “, la Birra per intenderci, liquido moderatamente alcolico senza tempo età e stagioni, sposa universale di pranzi , cene, aperitivi e pizze solitarie o in compagnia.

Pochi miei affezionati follower in Twitter hanno avuto la fortuna di gustarsi un anticipazione di questo mio primo HOW TO in diretta: le foto riportate in questeo articolo infatti, sono le stesse che ho postato in Twitpic in settembre, quando ho birificato la mia ultima Lager.

Ma quel fantastico social che è Twitter e le sue utili applicazioni collegate, purtoppo o per fortuna, hanno dei limiti palesi: le notizie si susseguono vorticosamente in funzione dei soggetti che intendi seguire; più ne segui più info passano sulla tua Time Line, molti post non li leggerai mai ed un How To del genere rischia di non avere la vetrina che merita.

La diretta sul social è stato un esperimento ed un piacevole momento in cui condividere “just in time” una esperienza eccitante, che i più, però, si sono persi: per non scontentare tutti gli altri interessati riordino foto ed idee e mi appresto a postare.

Produco la birra che bevo da quando, circa 15 anni fa, il mio amico Daniele mi introdusse all’arte millenaria della birrificazione facendomi assaggiare la sua Lager: era buona, frizzante, alcolica al punto giusto e…..sapeva di birra! Non potevo ASSOLUTAMENTE esemermi dal provarci anch’io.

Mi sono quindi attrezzato con il Kit fornito dalla Mr. Malt e son partito a spron battuto, provando, sbagliando (qualche anno fa mi son dimenticato di mettere lo zucchero in bottiglia per la seconda fermentazione e ne è venuta fuori una schifezza imbevibile) e modificando, ed il rito si ripete quasi ogni anno un paio di volte all’anno:tarda primavera e tarda estate, i periodi migliori (a mio modestissimo parere) per ottenere una fermentazione equilibrata in funzione dei lieviti utilizzati.

Grosso modo, la successione delle operazioni da eseguire per ogni birrificazione sono sempre le stesse: possono cambiare i quantitativi di zucchero da aggiungere per la prima fermentazione in funzione dei gusti personali e delle indicazioni fornite dal produttore di malto luppolato, la quantità di acqua da aggiungere (vi accorgerete da soli che il catalogo della Mr.Malt è vastissimo e prevede birrificazioni dai 9 ai 23 litri, ma potrete constattare ugualmente che il web è pieno di realtà simili alla Mr.Malt), ed i tipi di lievito da utilizzare in base alle stagioni ed alle esperienze personali.

Raccomando a tutti cura e pulizia ACCURATA dei materiali impiegati (bottiglie, attrezzi, pentole etc.) in quanto questo è, insieme alla temperatura a cui condurre la fermentazione primaria, il PUNTO CRITICO del processo produttivo da tenere sotto controllo.

Ed ora iniziamo con la birrificazione di una LAGER base!

Foto del kit Mr.Malt con igredienti

Tutto ciò che mi è servito per la birrificazione casalinga mi è stato fornito con l’acquisto del Kit anni or sono: ad ogni nuova produzione acquisto un malto nuovo, zucchero, tappi ed , eventualmente, le bottiglie (se gli amici a cui la regalo non mi restituiscono i vuoti….);

Soluzione di acqua e metabisolfito di sodio

Procedo quindi alla preparazione della soluzione sterilizzante: 4 cucchiaini di Metabisolfito di Sodio in 500 ml di acqua fredda (rispettando le proporzioni puoi aumentare la quantità di soluzione); questa soluzione, la utilizzerò oltre che per sanificare accuratamente il fermentatore e tutti gli accessori a corredo (tappo, gorgogliatore, beccuccio, agitatore) dopo averli scrupolosamente lavati con acqua corrente, anche in seguito per sterilizzare le bottiglie con il fattoapposta in dotazione dopo averle acuratamente lavate (ovviamente la preparerò al momento quando sterilizzerò le bottiglie).

Paricolare della sterilizzazione del beccuccio

Il beccuccio, per poterlo sanificare con magiore attenzione, lo immergo in parte della soluzione acquosa di Metabisolfito di Sodio precedentemente preparata e lo lascio in immersione 15′ circa, sciacquandolo con acqua ferdda prima di rimontarlo.

Particolare del gorgogliatore riempito con Metabisolfito di Sodio

Con una piccola quantità della soluzione sterilizzante riempio il gorgogliatore: durante la fermentazione , il gas prodotto nel fermentatore farà gorgogliare  la soluzione nel tubo modellato e , di conseguenza, il liquido sarà l’indicatore dell’inizio e  della fine della fermentazione.

preriscaldamento del malto a bagnomaria

Procedo quindi al preriscaldamento del mosto a bagnomaria

Acqua per il risciacquo del barattolo

Metto a riscaldare un pò d’acqua per pulire successivamente il barattolo.

Pesatura dello zucchero

E nel mentre peso lo zucchero (è richiesto un pò di “MULTITASKING” per l’elaborazione del processo :-) ); nello specifico ho pesato 1,5 Kg di zucchero al posto dei 1000 g richiesti per questo tipo di birra, preferendo una gradazione finale leggeremente superiore alle indicazioni standard.

Particolare del riscaldamento dell'acqua usata per sciolglere il malto luppolato

Nel frattempo, in un pentolone capiente, riscscaldo altra acqua per la fase successiva.

Particolare della fase in cui viene aggiunto il malto

E quando l’acqua è calda (non è necessario che bolla, se no il raffredamento obbligatorio prima dell’aggiunta dei lieviti, specie d’estate, sarà più lungo) aggiungo il malto luppolato precedentemente riscaldato a bagnomaria.

fase dell'aggiunta dello zucchero

E lo zucchero precedentemente pesato.

Recupero malto dal barattolo

Con un pò di acqua calda precedentemente preparata (vedi foto 5) pulisco il barattolo recuperando il malto che inevitabilmente resta invischiato alle pareti del recipiente.

miscelazione della soluzione

Mescolo vigorosamente a fiamma bassa per far sciogliere lo zucchero ed omogenizzare la soluzione.Trasferimento del liquido nel fermentatore

Dopo aver fatto raffreddare un attimo la soluzione, la trasferisco nel fermentatore.

Riempimento del fermentatore con acqua fredda

E porto a volume con acqua fredda utilizzando il pentolone in cui ho preparato la soluzione (il fermentatore è graduato da 1 a 25 litri).

Mescolamento della soluzione nel fermentatore

Quindi mescolo vigorosamente con lo spatolone in PVC od un cucchiaio di legno per favorire il raffreddamento della soluzione nel tino.

Raffreddamento del preparato

Per accellerare il processo di raffreddamento posiziono il fermentatore, momentaneamente, in un luogo fresco prima dell’aggiunta dei lieviti; il liquido dovrà avere una temperatura compresa fra i 20°C ed i 24°C: l’aggiunta dei lieviti a temperature maggiori od inferiori a quelle consigliate, salvo non utilizziate lieviti particolari e specifici, potrebbe causare cattive fermentazioni.

Aggiunta dei lieviti al mosto

Raggiunta la temperatura ottimale (il fermentatore è dotato di un termometro adesivo a cristalli liquidi) è il momento di agiungere i lieviti.

Agitazione del fermentatore per sciogliere i lieviti

E di agitare (una prima volta) energicamente, per favorire la dispersione degli stessi nella soluzione; se la fermentazione dovesse tardare a partire, questa operazione va ripetuta un paio di volte a distanza di qualche ora, eventualmente anche con l’ausilio di un agitatore agendo direttamente all’interno del fermentatore.

Posizionamento del fermentatore in un luogo fersco ed asciutto

Dopo di che posiziono il fermentatore in un luogo fersco ed asciutto e mi armo di (im)pazienza aspettando l’inizio della fermentazione che avverrà in un arco di tempo compreso fra qualche ora e qualche giorno ed a riguardo non posso darti ulteroriori ragguagli: le variabili che entarno in gioco in questa fase sono molteplici e spaziano dalla temperatura ambiente (in piena estate le fermentazioni partono prima) all’ “età” dei lieviti (che hanno una scadenza) alla temperatura del liquido nel fermentatore.

Quel che è certo è che dopo aver pazientato il giusto, agitando il tino ed il liquido interno quanto basta, la fermentazione avrà inizio e non potrai non accorgertene;

sentirai dapprima un lieve “gluc” che si farà sempre più intenso e frequente fino a diventare una soffusa,dolce e costante melodia che raggiungerà l’apice dopo 3-4 gg e scemerà fra i 7-10 gg dall’inizio della fermentazione sino a cessare del tutto. Solitamente io lascio riposare la soluzione ancora 24h dopo la fine della fermentazione prima di imbottigliare.

E’ arrivato quindi il momento di imbottigliare ed a questo punto il post presenta una pecca: mancano infatti, per ora, le foto relative a questa fase:

non potendo vivere con la fotocamera in mano mi son colpevolmente dimenticato di scattarle, ma se tornerai a visitarmi fra qualche mese rimedierò inserendo quelle della prossima produzione e magari arricchendo il post con un documento video che riassuma l’intero processo.

Nella fese di imbottigliamento aggiungo lo zucchero necessario alla seconda fermentazione in bottiglia , quella che permetterà il formarsi della caratteristica schiuma al liquido fermentato, ed anche in questo caso non potrai sbagliarti: il Kit è dotato di un utile dosatore per bottiglie da 33/66/75 cl;

personalmente aggiungo, alla quantità consiglita, un altro mezzo misurino scarso di zucchero preferendo un prodotto finito frizzante e schiumoso, ma il consiglio è di non esagerare con il surplus, perchè c’è il rischio che i tappi “saltino” per l’eccessiva produzione di gas nella fermentazione secondaria.

Bottiglia di Lager 7gg dopo l'imboottigliamento

Dopo 5 gg dall’imbottigliamento la birra aveva quest’aspetto: colore chiaro, lieviti sedimentqati al fondo ed aspetto invitante.

Purtoppo il gusto, il profumo, l’aroma ed il sapore del prodotto finito, dopo 15-20gg dall’imbottigliaqmento (periodo minimo consigliato per la consumazione) il web attualmente non mi permettono di trasmettertelo: dovrai accontentarti della tua immaginazione, dell’ultima foto e di eventuali feedeback della “cricca dei fortunati ” che la hanno già assaporata, se avranno la voglia di postare le proprie impressioni a margine dell’ultimo punto.

Bicchiere di birra casalinga

Have a bit of fun e…….Cin!

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SmokingNoSmoking

Dopo essere stato, per vent’anni circa, disciplinato consumatore di tabacco e con un carattere incline a non disfarsi di nulla, mi son ritrovato a possedere una discreta collezione di pacchetti di cartine per sigarette artigianali: diverse marche, diverse provenienze, ogni pezzo un ricordo, un regalo o una circostanza da rievocare osservando l’oggetto.

Analizzando poi con attenzione il materiale in mio possesso mi sono accordo di aver collezionato degli oggetti apparentemente inutili ma artisticamente interessanti:

molte confezioni di “Smoking” rosse e blu corte, insieme a “Rizla” rosse e blu corte (le mie marche preferite da fumatore) ma anche gran parte della linea Smoknig/Rizla in vari formati ritrovati qua e la, qualche pezzo tenuto per l’originalita (“Zwar”, “KuluTips”, “Ca?uma” tedeschi, Stoner Simpson/Bart Marley/Enjoint Simpson, originariamente appartenenti ad un unico pacchetto, olandesi) altri per il gusto artistico (riproduzione di Amsterdam decorato con foglie pentacolari su un pacchetto formato King Size doppio, in alto a destra nell’originale; “Smoking” King Size doppio su sfondo variegato, centro Sx; “Smoking” King size slim serie artistica in alto sul centrodestra), esotici (“Ottoman extra”, King size turche; centro sx e centro dx) irriverenti, offensivi e sarcastici (“Fumosan Modiano”, Italia centro dx) ed un accennato omaggio a Marley (del pacchetto “Rasta Paper” regalo di un amico con uno spiccato senso artistico, che contorna esternamente il segnale di divieto negli angoli sinistri dello stesso, faceva parte anche una mini foto di Bob Marley posizionata dove ora risiede il quadratino con la faccia di un cane “BullDog”, centro sx sopra “OTTOMAN EXTRA”), senza tralasciare la creativita espressa da certi designer dell’indotto (ne sono esempio pezzi contenenti figure di palme stilizzate su sfondo arancio o giallo, facenti parte di un pacchetto di carta per filtri commercializzato in Italia, ma anche il barbuto signore, nell’angolo destro del divieto, membro di una spensierata comunity visibile nel lato destro del divieto stesso, parte anch’essi di un pacchetto di carta per filtri).

Lo studio del materiale ancor prima della realizzazione dell’opera, mi portava a fare delle costanti e continue riflessioni sulla produzione e commercializzazione di questo tipo di prodotto; originariamente nate per soddisfare le esigenze dei tabagisti artigiani che poco o per nulla apprezzavano l’uso della pipa, col tempo hanno subito lenti ma significativi cambiamenti in termini di qualità della carta ma anche di dimensioni, per meglio soddisfare tutti le tipologie di potenziali clienti, fino a diventare veicolo di messaggi artistici o pubblicitari (nell’opera in questione viene evidenziato come la casa produttrice “BRAVO” informi il consumatore di utilizzare solo fibre di lino e canapa per il tipo di prodotto in questione, identificando in 30 il numero di cartine equivalenti ad un grammo di carta) più o meno ambigui, in funzione del pezzo di mondo in cui vengono commercializzate:

ecco quindi che uno stralcio degli espliciti messaggi reperibili sul mercato olandese (BART MARLEY/STONER SIMPSON “Roll another fat one , Bart”, Amsterdam) potevano essere accostati ai pezzi altrettanto poco equivoci come “Zwar” “Kulu Tipps” e “Ca?uma” del mercato tedesco ma anche ad esemplari piu sobri del mercato italiano (linea “Smoking” e “Rizla” in primis ben affiancate da “OCB”) non tralasciando gli austeri (“JOB” MARCA DI FABBRICA DEPOSITATA).

Di qui l’idea, nel lontano 2001, di utilizzare il materiale per realizzare un opera artistica; il soggetto, come spesso accade, e figlio di una geniale intuizione: utilizzare l’abbondanza di pacchetti “Smoking Red” e “Smoking Blue” corte per creare un “divieto di sosta per fumatori” stilizzando la sigaretta con Smoking Eco gialle (filtro), OCB bianche (corpo), Rizla rosse corte (cenere) di rosso vivo :

non un semplice e classico divieto di fumare (cerchio con barra vietante rossi su sfondo bianco) ma il volontario utilizzo della linea “Smoking” (con i suoi prodotti rossi e blu) per realizzare un“divieto di sosta per le sigarette” e quindi, implicitamente per i fumatori contrapponendo l’istintiva associazione “Smoking/Nosmoking” derivante della osservazione dell’opera in questione in prima battuta.

L’idea nasce per voler diventare opera divulgativa di un divieto internazionale in forma artistica, esortando inconsciamente l’osservatore a rispettare i luoghi in cui non è consentito fumare, facendo leva sua sensibilità ed utilizzando un linguaggio intuitivo ed immediato: UN NON LINGUAGGIO quale e appunto il messaggio figurativo “Smoking/Nosmoking”.

Ecco quindi che l’opera, negli anni, si sviluppa con l’intenzione di essere duplicata e diffusa, stampata in molteplici copie e su diversi supporti,per essere commercializzata in locali pubblici come elemento decorativo da affiancare ad altre stampe artistiche, muta testimone dell’ennesima contraddizione comune a tutte le epoche umane o come originale effige nelle modernissime borse in PVC.

Nel corso del lungo periodo di gestazione del manufatto, gli elementi utilizzati sono stati a lungo valutati nelle loro disposizioni, prestando particolare attenzione agli accostamenti cromatici ed accoppiando i vari pezzi in modo che il messaggio secondario derivante dello sfondo (la diversa messaggistica veicolata con il prodotto, lo stile, il taglio, le forme, le dimensioni, l’originalità) non offuscasse il messaggio principale, nucleo dell’opera stessa (“Divieto di sosta per le sigarette” o ”Divieto di sosta per fumatori” utilizzando l’ideale contrapposizione derivante dall’utilizzo di prodotti della linea “Smoking” per esprimere il divieto di “No Smoking”).

L’opera, iniziata nel 2001 e stata conclusa ufficialmente alla fine del 2008 (sigla MV, acronimo di MICHELANGELO VERNICE, l’autore scrivente, autografa con data sul retro della stesa) ed ufficiosamente nell’estate del 2007;

in questo periodo infatti l’opera e stata formalmente conclusa apportando l’ultimo tassello mancante al collage, un riquadro di 1×1,5 cm recante foto dell’artista BOB MARLEY che e stata persa dopo essersi staccata nel 2008 e sostituita nel corso dello stesso anno dall’attuale tassello delle stesse dimensioni (recante il disegno di una faccia di cane “BullDog”), visibile a sx del manufatto racchiuso fra gli esemplari “OTTOMAN EXTRA” “Bravo” e “STONER SIMPSON”.

Il supporto utilizzato per la realizzazione dell’opera stessa è un cartoncino delle dimensioni di 50x35cm, sul cui retro sono ancora visibili residui di schizzi di inchiostro di china: il cartoncino e stato infatti precedentemente utilizzato dall’autore come “riparo per superfici” durante la realizzazione di lavori che comportavano l’utilizzo di china dispersa con aerografo a bocca.

SmokingNoSMoking collage artistico su cartoncino di Michelangelo Vernice 50x38

MICHELANGELO VERNICE Creative Thinker “Smoking/NoSmoking” Collage artistico su cartoncino 50×35 2008


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VAGABONDARE

Tanti lo avranno già letto, molti se lo saranno perso; io, lo ammetto, pur avendo letto quasi tutto dell’autore, me lo ero colpevolmente perso; devo ringraziare Twitter ed un mio contatto bibliofilo ed attento se ho potuto aggiungere anche questo libro nella mia modesta e personale libreria familiare.

Sto parlando di “Isole” dello scrittore romano Marco Lodoli, un libro sulla Roma che non ti aspetti, che si prefigge lo scopo di essere (come da lui stesso definita nel sottotitolo in copertina) una “guida vagabonda” per indigeni distratti e forestieri curiosi (aggiungo io).

Chi già conosce l’autore non ne resterà deluso e chi non ha mai avuto l’occasione di leggere i suoi racconti potrà utilizzarlo come spunto volano per avvicinarsi alla sua intera produzione: il libro infatti scivola veloce in 145 pagine fra aneddotti, riflessioni e “dritte culinarie” sulla città eterna, in grado di stimolare la curiosità del più anziano fra i capitolini come nel turista navigato avvezzo alle bellezze archeologiche della capitale, rispettando uno stile unico ed inimitabile.

Paradossalmente però, nel leggerlo, mi sono accorto che al testo mancava solo……la parola , intesa come qualche immagine che aiutasse il lettore forestiero a focalizzare luoghi e situazioni senza ricorrere ad una lettura multimediale assistita da un pc o da un navigatore Gprs.

Senza voler stravolgere la mission intrinseca del libro (quella cioè di stimolare l’immaginazione del lettore) ed approfittando di un mio breve soggiorno estivo nella capitale, ho pensato di corredare questa recensione di alcune mie fotografie scattate nei luoghi citati nel libro ad uso e consumo di chi, dopo aver letto il libro, a Roma non potrà mai andarci e/o per chi gradisse un anticipazione di ciò che potrebbe gustarsi dal vivo decidendo di fare il turista anomalo ma soprattutto per quelli a cui, come me, piace fissare un ricordo con un flash.

Ovviamente ciascuna foto riporta una semplice e riassuntiva didascalia ad identificare il luogo immortalato nel click e per trovare una corrispondenza fra l’immagine ed il testo di riferimento…..non vi resta che leggere il libro.

Isole di Marco Lodoli (2008) ed.Einaudi gli Struzzi

Cristo dalla gamba corta, opera di Michelangelo Buonarroti visibile a Santa Maria sopra Minerva, Roma


Il “Cristo dalla gamba corta”, Michelangelo Buonarroti Santa Maria sopra Minerva, Roma

La Fontana per cani in  San Salvatore a Roma

La fontana per cani in Piazza San Salvatore, Roma

Ex "Locanda del Montone" ora "Albergo del Sole"

L’ex “Locanda del Montone” ora “Albergo del Sole”, Roma

La meridiana più grande del mondo, Santa Maria degli ngeli, Roma

La meridiana più grande del mondo in Santa Maria degli Angeli, Roma

Il cortile di Palazzo Doria Pamphilj

Cortile interno del Palazzo Doria Pamphilij, Roma

Il ponte sul fiume Aniene

Il Ponte sul fiume Aniene, Roma


La prospettiva Borromini a Palazza Spada, Roma


La scalinata dei tifosi a Montesacro, Roma

La fonte dell' Acqua Sacra, Roma

La fonte dell’Acqua Sacra, Roma

Vicolo della Spada di Orlando

Vicolo della Spada di Orlando, Roma

La pietra della Spada di Orlando

La pietra della Spada di Orlando, Roma

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ON THE ROAD

Dedicato a chi di Voi ha avuto “la strada” come genitore aggiunto, ed i lampioni come fratellastri;

a chi la strada ha dato e tolto tutto senza avergli chiesto niente;

a chi ha la strada come letto, il prato come cuscino ed un tombino per gabinetto;

a chi di strada ne ha fatta tanta e chi ne avrebbe voluta fare di più;

a chi, come Tom Waits, ha conosciuto anche o solo “the wrong side of the road”;

ma in particolare a chi, leggendo il cult di Kerouac si è accorto già a pag.3 che lo zingaro con la pezza in tasca lo può fare chiunque.

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MA CHE COLPA ABBIAMO NOI….?

Ma che colpa abbiamo noi GREENMAKERS?

Se desiderare un futuro green è un peccato, sono un peccatore impenitente!

Se pensare a prodotti ecocompatibili è un peccato, sono da scomunicare…….
Se tentare di svegliare la coscienza green che dorme in ognuno di noi è un peccato, merito l’ergastolo.

Ma pensare ad un futuro ecosostenibile non è nè un peccato nè un reato e, mal che vada, rischi di vivere un futuro migliore.

 

 

 

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NON C’E’ NIENTE DA RIDERE

In realtà non ci sarebbe nulla da ridere:

dopo 76 giorni dall’incidente alla DEEPWATER HORIZON, la piattaforma della BP in servizio nelle acque del Golfo del Messico, il petrolio ha ragiunto le coste americane della LOUSIANA seminando morte in acqua ed in terra.

Dopo una tempestiva fase di giustificato allarmismo ambientale sono iniziati i primi tentativi per contenere le fuoriuscite del greggio, senza peraltro ottenere successo; contemporaneamente si è ricorso all’uso dei disperdenti non senza qualche perplessità e qualche immancabile sospetto.

L’amministrazione Obama non è ancora intervenuta fisicamente con i propri mezzi e le proprie tecnologie; BP, nel frattempo, cerca di “insabbiare” il danno mentre il petrolio continua ad uscire in quantità dubbie e giornalmente variabili in funzione dei soggetti coinvolti possesori dei dati.

Ed in rete impazza questo video, ma non cè nulla da ridere: è successo anche nel Mar Rosso e quasi non ce ne siamo accorti.

 

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ELOGIO ALL’UNPLUGGED

Confesso:

fino a stamane per me erano dei perfetti sconosciuti; complice la necessità di un piccolo aggiornamento musicale, la mancanza dell’imbeccata giusta, il tempo che non basta mai e l’incapacità di girovagare in cerca del nulla in quell’oceano sterminato che è la rete, me li ero persi.

Poi, stamane riesco ad ascoltare live PASSENGERS su LIFEGATE RADIO e rimango a bocca aperta; ospiti della puntata erano il duo MITZI&TANK principi dell’UNPLUGGED HARD ROCK: chitarra, voce, un repertorio sterminato di cover, molta presenza scenica e nient’altro: di quetso necessita questa coppia per fare musica ovunque si trovi.

Ma che chitarra…….!!!!! E che voce………..!!!!!!! Mi dilungo?? Noo, non è il caso, lascio che siano le vostre orecchie a giudicare, ma qualche info aggiuntiva sull’accoppiata vincente ve la posto volentieri:

MITZI, un passato decennale nei VANADIUM, ora voce dei NOIZE MACHINE; THANK il “metallo” lo ha nel sangue nel suo passato e nel suo presente essendo a tutt’oggi chitarrista della band gothic rock THE LOVECRAVE; insieme formano una miscela esplosiva, e se finora ignoravi il significato del concetto di “UNPLUGGED” o se continua ad non esserti chiaro……….

Gustati il video che vale un fiume di parole e HAVE A BIT OF FUN ;-)

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ARRIVEDERCI

Arrivederci ragazzi:

non tutti i sogni si avverano, e le certezze si costruiscono; non è questo il luogo per recriminare, piangere e disperarsi: di se e di ma son piene le fosse, di lacrime ora è pieno il mio cuore.

Avanti, Alla prossima stagione, chiunque resti e chiunque arrivi: sempre a testa alta, sempre con grinta, sempre con il cuore sempre e solo “da Toro”.

Spesso il male di vivere ho incontrato” scriveva Montale: oggi, una volta di più, sento il peso di queste parole.

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LA VIGILIA

Mancano oramai poche ore all’attesissima sfida calcistica fra le finaliste dei play-off del campionato di calcio di SERIE B TIM, che stabilirà definitivamente chi fra il TORINO FC ed il BRESCIA farà parte, nella prossima stagione 2010-2011 delle BIG della massima serie. La vincente affiancherà le neopromosse LECCE e CESENA piazzzatesi rispetivamente prima e seconda durante la stagione regolare.

Al’andata finì 0-0 con non poche recriminazioni da parte dei granata: dopo  novanta minuti giocati dal Toro da Toro, l’arbitro DAMATO annulò al 93′ un goal alla giovane promesa del Toro RACHID ARMA, per un dubbio fallo sul bresciano MARTINEZ; inutile adesso alimentare le polemiche, alla vigilia del deicatissimo match  ritorno: lascio al pubblico competente e non gli hight-light del match affinchè si possano fare una personale opinione sulla legittimità delle proteste dei piemontesi.

Servirà un impresa al RIGAMONTI da parte dei ragazzi di COLANTUONO e del presidentissimo URBANO CAIRO, impresa difficile ma non impossibile: l’11 granata quest’anno ha conquistato, nel corso ella stagione regolare, ben 9 vittorie fuori casa , cui si aggiunge l’ultimo incontro vinto al BRAGLIA di MODENA cotro il SASSUOLO (gara di ritorno del 1° turno dei paly-off), per un totale di 10 vittorie fuori dalle mura amiche; il Brescia, per conto, vanta ben 14 incontri vinti di fronte ai propri tifosi quest’anno, ma anche 8 sconfitte in campionato ed una ,contro il CITTADELLA, nella gara di ritorno degli stessi play-off, per un totale di 9 sconfitte casalinghe.

I numeri per credere nell’impresa ci sono, ma non sarà la statistica a promuovere il Toro in serie A quest’anno quanto un superlativo ROLANDO BIANCHI, squalificato e poi graziato in settimana dal Giudice Sportivo per una presunta bestemia durante l’intervallo dell’incontro di andata; il numero 90 dei granata è stato infatti vicecapocanoniere dietro  EDER e PINILLA con 26 goal (contando anche il due goal segnati nei paly-off) di fattura varia (unico giocatore della propria squadra in doppia cifra: impensabile sarebbe stata una promozione senza il suo prezioso contributo) e c’è da giuraci che vorrà mettere la sua zampata anche su questo match (come fece sia all’andata che al ritorno nel primo turno ei Play-Off ed arivando a quota 25 goal stagionali), per poter essere giustamente incoronarto Re indiscusso della catedderia, Principe dell’area di rigore nonchè leader e trascinatore.

Comunque vada a finire la stagione, il presidente Urbano Cairo avrà le sue belle difficoltà a trattenere nella propria squadra un elemento di questo valore: potrà provarci con un programma preciso e dettagliato, che preveda traguardi, obbiettivi ed investimenti a breve e lungo termine che possano dare al Bomber ed i suoi futuri compagni, i tifosi e la società stessa le soiddisfazioni sportive che tutti meritano.

Tra qualche ora le chiacchiere si azzereranno ed io mi espongo volutamente ad un possibile pubblico scherno od ad un mare di insulti, ma anche ad una probabile quanto possibile ovazione in un tripudio di byte, pronosticando uno 0-3 per i granata (pt 0-1) con doppietta di Ronaldo Bianchi nel secondo tempo (20 dei sui 26 goal quest’anno li ha segnati nei secondi 45′ di gioco): nulla di facile, si intende, ci sarà da sofrire e patire fin più della fine (non giocherebbe il Toro altrimenti…..), ma si vedrà “il Toro” ed avrete modo di capire perchè sia impossibile colorare diversamente il sangue che vi scorre nelle vene.

Have a bit of fun!

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BUONA LA PRIMA

Ore 16.00, stadio “Soccer City” di Johannesburg; i “bafana bafana” del SUDAFRICA ed i “El Tri” della nazionale Messicana inaugurano calcisticamente il 19° Mondiale di Footbal (FIFA WORLD CUP Sud Africa 2010);

Dopo il discorso ufficiale del presidente sudafricano e gli inni di rito, le squadre scendono in campo: pantaloncini verdi, maglia e calzettoni giallo oro per i bafana, completo da trasferta blu scuro  con inserti verdognoli e rossi per i messicani; grinta, determinazione ed un pò di emozione per entrambe le formazioni.

Primo tempo frizzante ed equilibrato, con un Messico che avrebbe meritato il vantaggio per la quantità di occasioni create, ed un Sud Africa che esprime un calcio tanto spumeggiante quanto improduttivo.

Viste le premesse del primo tempo, inaspettato quanto spettacolare è stato il vantaggio sudafricano: prodezza del proprio centrocampista Siphiwe Tshabalala al termine dei una fulminea azione di contropiede  al 7′ del secondo tempo, complice anche una non perfetta lettura del gioco da parte di Osorio diretto marcatore dell’attaccante.

Cambia l’inerzia della partita con il Messico agguerrito alla ricerca del pareggio ed il Sudafrica pronto a colpire di rimessa: sfiora il pareggio il Messico al 10′ con un potente tiro all’incrocio dei pali del suo n°17, Do Santos, ben parato in angolo dal portiere sudafricano Khune e risponde il Sud Africa al 11′ e 13′ con Modise che sciupa consecutivamente 2 palle per il raddoppio.

Nonostante il Messico sembri sopraffatto dall’inaspettato vantaggio sudafricano, incapace di reagire e produrre azioni pericolose, al 24′ del secondo tempo uno splendido cross di Guardado concomitante con una colossale dormita generale della difesa dei padroni di casa (e di Mokoena nel particolare) permettono a Marquez di siglare il pareggio insaccando al volo una palla invitante comelo fu la bella addormentata nel bosco per il principe azzurro.

Rispettata una vecchia regola non scritta che circola nel mondo del calcio e recita “goal mancato goal subito“,  è il Sudafrica però a regalare l’ultimo sussulto, all’88′ , agli 85.000 presenti con Mphela, lanciato in contropiede millimetricamente da 50 metri: il palo nega un possibile quanto  meritato vantaggio ai bafana bafana, preservando per il prossimo incontro le cornarie dei messicani.

Un pari tutto sommato ragionevole: buon gioco espresso, occasioni, colpi di scena, goal annullati e goal convalidati, tifo folckloristico e colorato; gli ingredienti necessari per godersi un avvincente campionato del mondo.

Primi verdetti insindacabili e qualche elemento da seguire con attenzione: Thasbalala diventa il primo marcatore di questi mondiali, seguendo personaggi quali il belga Erwing Vanderberg (primo marcatore ai mondiali spagnoli del 1982), l’italiano Alessandro Altobelli detto “spillo” (Messico 1986) il camerunese Oman Biyk (Italia 1990), il tedesco Jürgen Klinsmann (USA 1994), il brasiliano Cesar Sampaio (Francia 1998) il senegalese Diop (Corea&Giappone 2002) ed il tedesco Philpp Lham (Germania 20o6); il ventunenne Dos Santos (che vanta anche trascorsi nel Barcellona) già trascinatore del Messico vincitore del titolo mondiale under 17 nel 2005 da seguire con attenzione.

Sarà il campionato delle sorprese? Per ora…..Buona la prima!



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LUTTO

Lutto nel modo del calcio:

si piange (metaforicamente e prematuramente) la dipartita dal calcio italiano del ormai ex tecnico dell’ FC INTERNAZONALE , il portoghese JOSE’ MURINHO a breve prossimo allenatore del REAL MADRID di Florentino Peres.

Il Mou (come comunemente veniva chiamato il tecnico dai giornalisti sportivi italiani)  ha dimostrato agli adedetti ai lavori, in questo suo breve passaggio nella SERIE A del CAMPIONATO ITALIANO di CALCIO,  di non essere una caramella appiccicosa, ma piuttosto un cemento a presa rapida in grado di compattare un gruppo eterogeneo e multiraziale attorno ad un triplice obbiettivo (CAMPIONATO ITALIANO, COPPA ITALIA E CHAMPIONS LEAGUE conseguiti contemporaneamente nella stessa stagione) in soli 2 anni di lavoro;

L’Inter, anche grazie al lavoro svolto nel biennio dal suo SpecialOne, entra nel gotha del calcio internazionale a fianco di blasonate società europee quali Barcellona, Celtic, Ajax, e Manchester United autrici in anni passati della medesima tripletta;  il mister ed i suoi giocatori riportano a Milano una coppa che mancava dalla bacheca neroazzura da ben 45 anni.

Dal punto di vista personale JOSE’ MOURINHO eguaglia le imprese di Ernst Happele ed Ott­mar Hitzfeld anch’ essi capaci di vincere l’ambito trofeo con 2 squadre diverse: dovesse ripetere l’impresa durante il suo prossimo ciclo nel Real Madrid si ritroverebbe solitario al comando di questa speciale classifica, con un potere contrattuale sempre pù forte (irrobustito nel tempo con le vittorie collezionate in Europa) che gli permetterebbe, entro il prossimo lustro, di completare il suo ciclo professionale in Inghilterra (Manchester United? Manchester City? Liverpool?), terra da sempre dei suoi sogni calcistici e dove tornerebbe milionario e vincente per cercare di prendersi ulteriori soddisfazioni professionali nel football che più gli piace.

Di carattere schivo e schietto, insofferente verso i teatrini mediatici che contornano e soffocano il nostro modo di intendere il calcio, di Lui avremo il piacere per anni di ricordare anche il suo folklore davanti a microfoni e telecamere; al suo debutto sul nostro palcoscenico nel Giugno del 2008 precisò subito di non essere un pirla , avendo poi modo di sottolineare in un accorata intervista che qui da noi si fanno molte chiacchiere, ma il vincente sarebbe stato solo Lui:  ZERU TITULI! Sentenziò in quell’occasione, ed i fatti gli han dato ragione.

Forse borioso, forse presuntuoso, forse solo Mourinho, fu al tempo stesso algido ed infiammato, cyber ed umano ; lascia un’Inter (per la cinica gioia delle tifoserie avversarie e dei suoi delatori) a fare buona compagnia a Manchester United e Barcellona, le altre due squadre in Europa ad aver vinto per 3 volte la “coppa con le orecchie” (ma i “cugini”  milanisti sono ancora lontani, il Real inavvicinabile……) ed i suoi tifosi che per decenni potranno sbeffeggiare gli eterni rivali juventini dicendo:

“…VOI CON LA PUBBLICITA’ DELL’UCCELLINO, NOI SCUDETTO E COPPE COL PRINCIPINO……….”

UCCELLINO


LOGO INTER SCUDETTO 209/2010

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INCOMPRENSIONI

Sebbene io viva nell’era della comunicazione, con una preoccupante frequenza mi rendo conto che questa è contemporaneamente l’era della reciproca incomprensione: sarà forse colpa dell’eccessiva offerta di questi mezzi di comunicazione?

Mi spiego meglio: a dispetto di una varietà di mezzi di comunicazione a nostra disposizione, a volte basta un gesto, uno sguardo “sbagliato”, un aggrottamento di ciglia per interrompere rapporti ed amicizie senza un perchè.

Recentemente, ad esempio, mi sono accorto che la mia presenza era stata bandita dal salotto di un mio amico di infanzia affetto da una tristissima malattia (è JUVENTINO allo stadio terminale senza possibbilità di guarigione……..:-( ) col quale ho condiviso momenti esilaranti della mia esistenza: goal e quasigoal, pali e traverse frammisti a saggi consigli di vita all’arbitro di turno;

gli ho mandato, con vari mezzi, un messaggio che recitava più o meno così: “SPERO CHE TU ABBIA CHIUSO I TORNELLI PER SCARAMANZIA, PERCHE’ SE MI SON PRESO UN DASPO NON MI E’ STATO NOTIFICATO”; la stagione è finita ed io non ho ricevuto risposta: avrò starnutito nel momento sbagliato durante l’ultima parta vista assieme????

E’ che sarebbe tutto più semplice se i rapporti interpersonali fossero basati sulla schiettezza, se dicessimo esplicitamente a chi sta urtando la nostra sensibilità “Guarda che se parli così mi offendi” piuttosto che “Stai dicendo una cazzata”,”Non sono d’accordo” e cose di questo genere, se chiedessimo spiegazioni per ciò che al momento non capiamo o non ci viene chiaramente esposto.

Ma è prassi comune restare nel dubbio, “raffreddarci” sentimentalmente mantenedo formalmente le frequentazioni, come se nulla fosse fosse mai successo perchè spesso nulla succede; una prassi che fa crescere a dismisura gli pseudorapporti (i rapporti “apparenti” e di facciata) nelle società civili diventando l’elemento distinguente una vera “Amicizia” da una conoscenza, buona o cattiva che sia.

Okkio ragazzi: l’incomprensine, a volte, fa danni seri………..

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COME STAI?

Sinceramente non saprei: Charles Baudlere parlerebbe displeen; a Londra direbbero….“so and so”; a Napoli ” ‘na monnezza”; ad Avellino ” a mezza botta”;  a Palermo “nulla mischiato con niente”; ecco, prenderei spunto da quest’ultima definizione per dirvelo: mi sento sul “vuoticcio andante”.

No, non c’è un motivo particolare; certo, c’è la complicità di questo maggio eccessivamente piovoso (dicono siano le lacrime della Madonna, ma se fosse così ci sarebbero i presupposti perchè piova tutto l’anno ininterrottamente!), questa primavera atipica e la nitida furia degli elementi che mi fa sentire straniero in patria.

In verità inizio a patire (ora più che mai) questo clima di incertezza economica che sta caratterizzando la mia generazione:  cerco in continuazione di autoconvincermi di averci fatto il callo, ma in realtà non è così.

Senza puntare il dito contro qualcuno in particolare, mi accorgo che ci stanno privando, giorno dopo giorno, del diritto di sognare, programmare un futuro, fare dei progetti: flessibilità e precarietà sono diventati due vocaboli troppo comuni nei nostri discorsi, talmente comuni da essercene assuefatti; la “crisi” è entrata nel nostro quotidiano come una consuetudine senza che noi si muova un dito: chi ha perso il lavoro chiede l’assegno di disoccupazione (l’assistenzialismo statale ha proprio lo scopo di placare gli stomaci brontoloni perchè a stomaco pieno ci si dimentica della realtà che stiamo vivendo ed il governo di turno fa bella figura ;-) )  , chi il lavoro lo ha ancora fa finta di nulla (eventualmente si spinge ad una solidarietà verbale, che fa molto “sinistra” e non impegna fisicamente) ignaro del fatto che la vita è una ruota che gira…….

L’articolo 1 della costituzione italiana recita:

« L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. »

Non vi è accenno alla precarietà ed alla flessibilità: alla luce di ciò che stiamo vivendo mi chiedo per quanto ancora, il paese in qui per adesso vivo, potrà essere ancora una Repubblica democratica.

Vi lascio con una poesia ed un video; il pezzo musicale non è mio perchè Bob Dyland l’ha pensato prima di me (sigh: a chiunque di noi sarebbe bastato scrivere un pezzo così per aggiustare le proprie finanze per tutta la vita…..)  ed i Rolling Stones ne hanno fatto una videocover magnifica, ma non crocifiggetemi per il significato esplicito del video: non bisogna per forza “pungersi” per sentirsi storditi dagli eventi.

“Affoghiamo

nell’abisso concettuale

della simestesia armonica dei sensi,

e ci lasciamo trascinare

dalla voglia istintiva

di risalire

a galla

per respirare

la puzza noiosa e monotona

del conformismo estetico

e sentimentale…….”

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PHILOSOFICALBREAK

Mi sono perso un attimo, poco fa, soffermandomi a riflettere su queste quattro righe setacciate fra le tante (non affanatevi a ricercarne in rete l’autore: ho ravanato il testo fra qualche mio scritto giovanile ;-) ):

………..e la vita ti sfugge

fra pensieri inespressi,

sorrisi nascosti

e carezze mai date,

mentre corri incosciente per vivere

un presente che è gia passato

e non puoi sentirti vecchia

perchè non sei mai stata giovane………..”

Bene, non so voi ma io, alla fine, ho avuto un attimo di smarrimento: è dannatamente vero, la vita ti sfugge dalle mani come un’anguilla, per la miseria, e non c’è trucco che tenga!!!!!

Oddio, gli espedienti non mancano per fa finta che non sia così: riempiamo gli hard disk di migliaia di album fotografici opportunamente catalogati per data ed evento, giriamo ore di filmati per riprendere qulasiasi cosa (e quando dico “qualsiasi” intendo dal filo d’erba che cresce ai momenti fisiologici del nostro animale domestico!) al punto di avere sufficiente materia prima con cui consolarci negli intensi momenti  di amarcord…….

“Ohsuvvia, che tu c’hai una soluzione????” mi si direbbe in quella fantastica regione che è la Toscana. No, non proprio una soluzione, un semplice suggerimento:

vivi la tua vita con intensità, come se fosse SEMPRE l’ultimo giorno della tua esistenza, perchè la vita va VISSUTA e non SUBITA! (Cerca solo di non esagerare come la protagonista del clip,  perchè tanto la fossa ci aspetta tutti, belli e brutti……..)

 

 

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HAI UNA BUONA MEMORIA?

Serbi rancore? Te l’hanno fatta così sporca che “questa me la appendo al dito e non me lo scordo più! ” ?

E suvvia, dai, non rovinarti lo stomaco con eccessive secrezioni biliari…..!

Posso permettermi tre umili consigli?

A) “Take it easy baby, take it as it comes” come cantava il buon  vercchio JIM (noooo…..! Ne Big Jim e ne Jim Belushi! MORRISON , JIM MORRISON degli intramontabili  DOORS): prendila come viene che la salute è più importante!

B) “Siediti sulla riva del fiume ed aspetta che passi, freddo, il cadavere del tuo nemico….”, e non provare ad andare contro la saggezza cinese: la pazienza è la virtù dei forti.

C) Prendi esempio dagli elefanti e…..HAVE A BIT OF FUN! ;-)

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FUTURO&RICORDI

Qualche anno fa uscì un pezzo swingheggiante del mitico ER PIOTTA (” La grande onda” per inciso) che, in una descrizione rappeggiante del mondo dei surfisti, recitava:


“….poi, col vento fra le mani,

il futuro è già domani……”


E’ propio quello che mi è passato per la testa nel riascoltare la sigla di SPAZIO 1999, una serie televisiva futuristica e fantascientifica arrivata in Italia nel 1976 (ma concepita già nel 1973 e cooprodotta in prima serie dalla RAI!) ed impostata sulla falsa riga di STAR TREK.

Da allora di tempo ne è passato, il futuro continua ad arrivare e della serie televisiva non ricordo più nulla, sigla a parte: mi è entarta in testa quando ero bambino e non ci è più voluta uscire.

Loro sono Gli OLIVER ONIONS, ed il pezzo si intitola SOS.

Buon ascolto ( e trattenete la lacrimuccia, che il tempo passa per tutti ;-) )

 

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L’UOMO IN SMART

Ma quante volte vi è capitato in vita vostra di stare diligentemente in coda ad un semaforo qualunque e di venire scavalcati dal fichettino di turno sulla sua minivolume?

A me poco fa, tornando a casa, e per l’ennesima volta; la scena è sempre la stessa : finestrino inesistente, musica estremamente coinvolgente, una mano per il cellulare e l’altra per la siga, eccesiva distrazione e disprezzo per il codice della strada; il sesso rigorosamente maschile, standardizzata è l’età; cambia solo il mezzo di trasporto, che questa sera era,guarda il caso,  una splendida  minivolume: tanto splendida da esssersi meritata una mia personalissima videodedica.

Non me ne vogliano i proprietari di quello splendido gingillo che sembra quasi un automobile, ma un pezzo così merita di entrare di prepotenza nella hit della satira musicale! (Grande cover, GNOMETTO BAND!!!!!)

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ACQUA KILLER

Personalmente non ci avevo mai pensato, anche se i miei studi universitari mi avrebero potuto/dovuto dare una mano in proposito.

Ma , si sa, se un disegno vale cento parole un video ne vale un milione e, nel gustarmi il clip a fondo post, ho realizzato  in un attimo che nonostante le mie quotidiane preoccupazioni, son ben fortunato a vivere in una ambiente civilizzato e non essere uno degli 8 milioni di vittime/anue dell’acqua.

Ovviamente, senza generalizzare, c’è chi ci lucra sopra al fenomeno, ma questa è un’altra storia e ve la posto a parte.

 

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PLASTICA? NO GRAZIE…..

Spulciando fra i contributi multimediali postati sulla bacheca dei GREEN MAKERS in Facebook (http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=322337833234 per chi fosse interessato in qualche misura all’ambiente che lo circonda) mi sono imbattuto in questo video che condivido volentieri con voi:

no, non fa ridere, ma sicuramente un pò riflettere su come le abitudini di ogni essere umano possano marcatamente influenzare la collettività e l’ambiente che li ospita.

Ovviamente nessuno può imporsi nelle scelte di ogni singolo individuo, e non è questo lo scopo di questo post, ma si può “fare qualcosa per l’ambiente” (e sempre che lo si voglia) anche bevendo un sorso d’acqua e prendendo esempio dalle formiche:

lo sforzo del singolo produce riultati starordinari quando il singolo è parte di una comunità che lavora all’unisono.

Cinque minuti di assetata riflessione.

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GENIALE!

Dunque, parto dal presupposto che qualsiasi tipo di comunicazione debba essere il più posibile diretta per essere efficace;

ci aggiungo che un pizzico di glamour è sempre stato utile allo scopo, anche se le formosità della Hunziker nella cartellonistica degli slip “Roberta”, qualche anno fa, qualche effetto collaterale lo avranno anche prodotto, diventando concausa di migliaia di incidenti automobilistici in tutto il mondo.

Termino il preambolo elogiando la nostra PUBBLICITA’ PROGRESSO da sempre, a mio parere, originale nel veicolare ai cittadini messaggi pubblicitari istituzionali e…..

vi posto con piacere questa genialata spagnola che invita gli utenti, a modo suo, a rispettare il codice della strada.

Have a fun ;-)

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PRENDIAMOLA CON FILOSOFIA..?!

Molti voi avranno sicuramente avuto occasione di visionare il clip postato di seguito almeno una decina di volte nella propria vita da internauta; ai più, come me, lo spot sulle prime avrà sicuramente strappato un sorriso perchè l’idea, in fondo, è geniale:

il classico di “Don’t worry, be happy” (che, non a caso, fa da colonna sonora allo spot) a prescindere dagli eventi, visti con gli occhi di un infante, in un mondo di infanti.

Concettualmente una filosofia che ho sposato da quando, qualche lustro orsono, ho iniziato a realizzare che sopravvivere, per la maggior parte degli abitanti di questo pianeta ,  significa nuotare in continuazione in un oceano marrone  e maleodorante tentando invano di non “bere”;

“…… qualunque colpo la vita ti sferzerà sulla schiena abbi sempre la forza per rialzarti e reagire!” : chi ha avuto occasione di incrociare la mia faccia sa che questo è sempre stato il mio credo. Recentemente però………..

Recetemente però il video in questione mi è ricapitato sotto il mouse e, complice il periodo storico sfavorevole che il genere umano sta subendo, il sorriso si è tramutato in smorfia e qualche balzano pensiero mi è balenato per il cranio:

al più, mi son detto, il gagno in questione manco sa cosa sta facendo: e tutto bello ciò che gli sta intorno è tutto divertente cio che accade (beata ignoranza) ma lo sarebbe ugualmente se in mano gli avessero dato una P38 carica al posto delle chiavi di un auto giocattolo!

E se improvvisamente, questo gagno acquisisse, con una precocità inaudita, capacità cognittive? E se realizzasse che il babbo il lavoro lo ha perso sul serio? Se capisse che non ci sono più i soldi per mantenere una macchina, una casa o i pannolini in cui contenere i reflui fisiologici? E secondo voi manterrebbe l’aplomb del “don’t worry”????? Ma come minimo pianta su una grana che te la raccomando!!!!!!!!!!!

In buona sostanza: ma non è che il principe dell’igiene intima infantile stavolta abbia voluto un pò prendere per il sedere i suoi potenziali clienti??????

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LA FABBRICA DEI SOGNI

Il gioco del lotto è, da qualche secolo in Europa, la “FABBRICA DEI SOGNI” per eccellenza  a cui si rivolgono giornalmente milioni di cittadini di qualunque estrazione sociale, fiduciosi nella sorte e delle proprie capacità oniriche.

Un gioco iniquo e crudele, che sfrutta le debolezze dell’essere umano speranzoso in un futuro migliore, in un entrata extra, in una botta di……

In realtà è un vero e proprio gioco d’azzardo, legalizzato dagli stati poichè fonte COSTANTE di gettito fiscale: una forma di tassazione libera e volontaria sostenuta da chi nel gioco ci crede e la matematica non la conosce (1 probabilità su 43 949 268 di azzeccare una cinquina su ruota fissa; 1 su 511 038 di indovinare una quaterna su ruota fissa; 1/11748 per un terno; 1/400,5 per un ambo e 1/18 per un AMBATA, sempre su ruota fissa e PARTENDO DAL PRESUPPOSTO CHE LE ESTARZIONI SIANO REGOLARI ed in Italia, la storia ne è testimone, non sempre le cose sono andate così).

Sebbene, a dispetto delle considerazioni sopra esposte ed a fronte di poste riconosciute non congrue con le probabilità di vincita, il numero dei giocatori sia pressappoco anualmente costante in tutta Europa,  ogni tanto delle flessioni sulle giocate ci sono e quindi il giocatore va “esortato” a tentare la fortuna;

qui da noi riusciamo a far pasticci anche in questo ( la SISAL è stata recentemente multata di 40.00 EURO per il concorso a premi WIN FOR LIFE: nella pubblicità del concorso non era chiaramente esplicitato che il vitalizio di 4.000.000 di EURO/MESE in caso di vincita si deve ripartire, eventualmente, fra tutti i vincitori dello stesso concorso) ma altrove la fantasia non manca.

Nel vedere il video postato di seguito mi è balzato alla mente il grande Tom Waits cantare in BURMA SHAVE  “…….of going to bad with every dreams that dies here every mornin

Duro risveglio per il tizio nel clip;  duro risveglio se si dà troppo retta ai sogni e ci si ritrova con le tasche vuote……………

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NIENT’ALTRO STAMATTINA?

Ultimamente mi trovo spesso a riflettere su come stiano diventando tante le variabili che cercano di insinuarsi nella mia quotidianità:

persone che vogliono a tutti i costi raccontarmi qualcosa (un qualcosa di eccezzionalmente interessante e strabiliarmente unico, si intende!), pop-up che aggrediscono il mio schermo ad ogni click, messaggi pubblicitari vuoti che cercano di insinuarsi nella mia fantasia con jingle e slogan terrrificanti, cartellonistica stardale multisize ed onnipresente che cerca di distogliere il mio sguardo viglie dal traffico……..potrei continuare per qualche paragrafo ma, per ora, mi fermo qui.

Io, per contro, reagisco al fenomeno diventando sempre più refrattario nei confronti di questi imput ed “ignifugo” ad ogni genere di sensazionalismo; mi rendo conto che il fattore che accomuna questo tipi di eventi sia l’irrefrenabile  ed ancestarle desiderio di comunicare che, dalla nascita, accompagna l’essere umano : eventi, informazioni commerciali, pettegolezzi, stati d’animo……

Vabbè, ma ce modo e modo e se qualcuno mi vuol convincere a comprare un suo prodotto, lasci almeno che possa premiare la sua originalità nel proporlo!

Gustatevi il clip e perdonate la non eccelsa qualità video: per ora questo è cio che passa quel buon convento di nome INTERNET, ma le cose cambieranno quando questi spot saranno appositamente realizzati per trippandjoint.com……………….

Have a fun! ;-)

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1,2,3…………..GNAM!!!!!!!

E quante volte, anche solo per un attimo, abbiamo desiderato che scomparisse in un click il/la rompiscatole di turno……..!

Non mi divertivo così tanto nel vedere uno spot da quando mamma Rai, i sabato in terza serata di qualche lustro fa, non mandava in onda un format sul meglio della pubblicità trasmessa nel mondo (ovviamente un programma così intelligente e divertente non poteva durare troppo sui palinsesti della Tv nazionale, neache in sesta serata!!!!!!!).

Confesso: mai avrei pensato che un brand di questo calibro avesse tanta fantasia e “sens of humor”; mi ero assuefatto ad un tristissimo “I’m lovin” che mi entrava ed usciva da entrambe le orecchie, una grande M dorata onnipresente come i campanili nel nostro belpaese, addetti gentili e sorridenti, rapidità nel servizio e blablablabla……..

Ma dove sta scritto che anche l’italiano medio non possa divertirsi nel guardare uno spot, Mac?????????

Have a  bit of fun ;-) !

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